Arts Festival Summit 2026 a Budva.

Si è concluso martedì 19 maggio l’Arts Festival Summit 2026, l’Assemblea annuale della
European Festivals Association che ha visto la presenza di rappresentanti di festival,
amministratori di diverse città europee e vari stakeholders per quattro giorni di confronto –
dal 16 al 19 maggio – dedicati alle arti e al loro ruolo nella società. Ogni anno il Summit è
ospitato da un diverso membro dell’EFA; per questa edizione la sede ospitante è stata
Budva, in Montenegro.
Da settantaquattro anni l’iniziativa rappresenta un’importante occasione di dibattito e
scambio sul mondo dei festival nel contesto contemporaneo e sulle sfide che li attendono.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 anche Italia Festival, presente alla manifestazione con
il presidente Francesco Maria Perrotta – anche vicepresidente della European Festivals
Association – e con il vicepresidente Franco Belletti, membro del Board dell’EFA in
rappresentanza del Ravenna Festival. Diverse anche le altre realtà italiane del panorama
festivaliero aderenti ad Italia Festival che hanno preso parte al Summit: Polis Teatro
Festival, Südtirol Festival Merano e Piccolo Opera Festival.
Al centro di questa edizione il rapporto antico e ineludibile tra arte e politica. Crisi, guerre e
conflitti minano la democrazia pezzo dopo pezzo, indebolendone le fondamenta. Di fronte
a questo scenario, l’Arts Festival Summit ha lanciato una sfida chiara ai partecipanti:
ripartire dai festival artistici come strumenti di coesione culturale, catalizzatori capaci di
generare connessione, comprensione e azione collettiva. Ciò è emerso anche dagli
interventi di alcuni degli ospiti: Ana Schnabl, scrittrice; Predrag Zenović, capo negoziatore
del Montenegro con l’Unione Europea e Boris Liješević, regista teatrale.
Ad aprire i lavori è stata una giornata dedicata all’incontro tra le delegazioni internazionali,
con momenti di networking, attività culturali e una serie di iniziative volte a valorizzare il
patrimonio artistico e musicale montenegrino.
Nei giorni a seguire organizzatori, istituzioni culturali e stakeholders hanno discusso
priorità e obiettivi dell’agenda 2026, ribadendo l’impegno a promuovere empatia, libertà e
pace nelle future progettualità artistiche e culturali. Nel quadro delle prospettive europee
rientra anche il percorso di adesione del Montenegro all’Unione Europea entro il 2028,
motivo che ha contribuito alla scelta di Budva come teatro di questa edizione. A
confermarlo anche le parole di Nikola Jovanović, sindaco di Budva: «La presenza nella
nostra città di rappresentanti di festival europei, istituzioni culturali e amministrazioni
cittadine rappresenta un riconoscimento speciale per Budva e conferma come la città
occupi oggi un ruolo importante nel panorama culturale europeo contemporaneo, grazie
alle proprie capacità culturali, alla reputazione internazionale e alla lunga tradizione
nell’organizzazione di eventi culturali di rilievo.» Parole che avvalorano l’importanza di
rafforzare e creare nuovi legami nella mappa culturale europea, affinché la cultura possa
continuare a essere un ponte tra le comunità.