È di circa un mese fa la notizia che ha scosso il mondo della musica: con il decreto-legge n. 33, emanato il 18 marzo scorso, il governo ha deciso di tagliare drasticamente le sovvenzioni ai più importanti festival del Paese. Circa 26 milioni di euro sottratti ai fondi del Ministero della Cultura per finanziare il decreto accise sui carburanti.
Tra i soggetti penalizzati dalla manovra figurano tra gli altri il Festival dei due Mondi di Spoleto, Umbria Jazz, il Ravenna festival, il Rossini Opera Festival, il Festival Pucciniano a Torre del Lago, il Festival Verdi di Parma. Realtà riconosciute dalla legge n. 238 del 2012 di “assoluto prestigio internazionale”, cui era assegnato un contributo annuo di un milione di euro.
Già colpite nell’ultimo triennio da un taglio del 5% annuo, che aveva portato il contributo annuale a 857 mila euro, i festival avrebbero subito, senza l’intervento del ministero, una ulteriore riduzione del finanziamento a 720 mila euro, per una diminuzione complessiva di circa il 30%.
Una questione che ha spinto ItaliaFestival, rappresentata da Francesco Maria Perrotta, a scrivere personalmente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, chiedendo di intervenire anche al fine di una tutela specifica per il comparto dei festival viste le loro peculiarità.
“Una riduzione di fondi così impattante avrebbe significato non solo mettere in crisi una stagione alle porte per la maggior parte dei festival, ma anche comprometterne gli sviluppi futuri e interferire con la loro programmazione. Avrebbe significato ostacolare la cultura, elemento che apre nuove prospettive alle generazioni future, soprattutto in termini di innovazione, rendere fragile il rapporto con i territori, che si nutrono della linfa vitale del turismo culturale, e indebolire quel collante che aggrega le comunità locali” ha dichiarato Perrotta che ha proseguito affermando: “Spesso diamo per scontata una questione fondamentale. Il nostro Paese ha uno standard culturale di altissimo livello, riconosciuto in tutto il mondo, e anche se sembrerebbe lapalissiano, spesso ci dimentichiamo che per rispettare questo standard servono adeguati finanziamenti».
Le preoccupazioni sollevate in questi giorni, che hanno riguardato buona parte del mondo della cultura, hanno trovato ascolto presso il MiC. Il ministro Alessandro Giuli ha formalmente comunicato la sterilizzazione dei tagli previsti dal decreto “accise” per lo Spettacolo dal Vivo e l’Opera, oltre ad aggiungere nuovi fondi per le maestranze e il Cinema e per nuove assunzioni presso il Ministero della Cultura.
L’auspicio per il prossimo futuro è che il Codice dello Spettacolo dal Vivo possa riprendere il suo naturale iter legislativo, nella consapevolezza che senza certezze sui finanziamenti si rischia di compromettere un sistema culturale complesso e interconnesso.
Il Ministro ha inoltre espresso la propria disponibilità a un incontro a breve per affrontare tutte le questioni inerenti il settore dei festival.
Dopo il triennio 2024-2026, che ha già fortemente penalizzato il comparto festival, la speranza è di poter recuperare tutte le risorse già a partire dal 2026 e che si possa tornare a una direzione di maggiore sostegno alla qualità, affinché continuino a prosperare proposte culturali di altissimo profilo, capaci di mantenere elevati i livelli di eccellenza che nel tempo si sono affermati nel nostro Paese.