Festival d’Autunno, oltre i confini dei linguaggi

È la musica il fulcro del Festival d’Autunno di Catanzaro, che ogni anno sviluppa attorno a questo fil rouge un dialogo di linguaggi capace di superare le categorie tradizionali e di abbracciare la contaminazione come valore. Il Festival, infatti, ha spiegato la direttrice artistica Antonietta Santacroce, nasce da un impulso ben preciso: «un invito a superare i confini, lasciandosi attraversare dalla forza rigeneratrice delle arti quando esse dialogano tra loro».
Giunta alla XXIII edizione, la rassegna calabrese si presenta quest’anno con il titolo “Musica, Visioni e Meraviglia”: una programmazione prevalentemente musicale, arricchita da due omaggi al teatro e altrettanti alla danza, che riunisce nomi di assoluto prestigio nazionale e internazionale e produzioni originali innovative.
Dopo l’anteprima estiva di settembre tra Squillace e Borgia, il Festival ha preso il via a Catanzaro il 16 ottobre e proseguirà fino al 14 novembre, attraversando generi e sensibilità diverse: dalle architetture del jazz all’intimità della canzone d’autore, dall’energia del pop alle nuove frontiere dell’elettronica e della danza contemporanea, con un omaggio anche al teatro e alle produzioni originali più audaci. Un viaggio senza confini, che intreccia stili e forme capaci di incantare pubblici diversi.
Ad aprire le danze, il 4 settembre, sono state le Ebbanesis, Serena Pisa e Viviana Cangiano, che hanno portato Ebbanepolis nella magia del Castello Normanno di Squillace, cantando Napoli attraverso il mondo e facendone risuonare la voce nella sua lingua autentica.
Tra le pieghe del cartellone, il Festival ha scelto anche di guardare indietro, per celebrare tre anniversari che hanno segnato la cultura del Novecento e non solo. In occasione del centenario della nascita di Marilyn Monroe, La Corelli ha portato in scena l’11 settembre, all’Anfiteatro Villa Pertini di Borgia, la prima nazionale di Marilyn: il mito compie 100 anni. Un diario musicale che racconta la contrapposizione tra la maschera edulcorata imposta dallo star system e la fragilità della dimensione interiore di Norma Jeane Baker, costantemente alla ricerca di un’identità che non fosse intrappolata nello stereotipo della stella cinematografica.
Il secondo appuntamento, in programma venerdì 6 novembre all’Oratorio del Carmine di Catanzaro, celebrerà gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Sulle musiche di David Lang, Roberto Zappalà firma con Corpi liturgici una coreografia che restituisce l’attualità del messaggio francescano. In scena, Maud de la Purification e lo stesso Zappalà daranno vita a un dialogo fisico di grande forza evocativa, sospeso tra terra e cielo, fragilità e trascendenza.
L’ultimo dei tre appuntamenti è dedicato alle nuove generazioni e alla penna senza tempo di Carlo Collodi. L’11 novembre il Teatro Comunale di Catanzaro ospiterà la prima nazionale de I racconti delle fate, spettacolo multisensoriale nato da un’idea di Antonietta Santacroce che intreccia recitazione, musica e sand art. Un omaggio allo scrittore fiorentino nel bicentenario della nascita, che ne ricorda anche il talento di raffinato traduttore delle fiabe di Perrault.
Accanto alle celebrazioni, il cartellone schiera alcune delle voci più prestigiose della scena internazionale e nazionale. Il 7 novembre il Teatro Politeama accoglierà Dee Dee Bridgewater con lo spettacolo We Exist!, un racconto di libertà, identità e speranza. Con il suo timbro ambrato e avvolgente, l’artista attraverserà le pagine più intense della storia afroamericana, reinterpretando canti di protesta e inni alla dignità umana e omaggiando le grandi donne che hanno fatto della propria arte uno strumento di impegno civile. Altrettanto atteso è il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, che il 30 ottobre presenterà in prima nazionale Gonzalo Plays Pino, una rilettura in chiave jazz e caraibica dell’universo musicale di Pino Daniele.
La grande scena italiana ha calcato il palcoscenico del Festival d’Autunno con la voce di Massimo Ranieri che, con Tutti i sogni ancora in volo (e continuano a volare), ha festeggiato oltre cinquant’anni di carriera in un one-man show tra canzoni e ricordi. A questa si sono aggiunte quelle di Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla, che con E Morte Non Avrà Dominio hanno firmato un manifesto poetico dedicato alla vita, all’innocenza, alla pluralità e all’infanzia del mondo, ispirato a Sotto il bosco di latte del poeta gallese Dylan Thomas: quindici canzoni inedite che, tra voci nel buio e memorie di un villaggio sul mare, diventano un atto di ribellione alla morte e all’imperante cultura della morte.
A chiudere il Festival, il 14 novembre, sarà Malika Ayane, nell’unica data calabrese del suo tour. Si congeda così un’edizione che, nelle parole della direttrice artistica, vuole esortare il pubblico «a guardare il mondo con occhi nuovi e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza che diventa esperienza».