Il tempo si fermava quando le luci del Teatro Antico e del Tempio di Afrodite Urania si spegnevano per lasciare posto allo spettacolo che andava in scena. Tra le pietre millenarie del Parco Archeologico di Segesta rivivevano le antiche narrazioni epiche del teatro greco, che più di 2000 anni fa fioriva in seno alla civiltà ellenica.
Il Segesta Teatro Festival, punto di riferimento per il teatro contemporaneo e la rilettura dei classici, interpella il nostro presente appellandosi alla bellezza come faro e bussola delle epoche passate e, oggi, come arma collettiva contro le barbarie del presente. «Un Presidio di Bellezza contro il Fragore della Guerra» è il titolo, nonché l’augurio, che la V edizione del Festival ha incarnato dal 29 luglio al 30 agosto, sotto la direzione di Claudio Collovà.
Un’occasione in cui non solo si è celebrata l’eccellenza artistica, ma si è riaffermato anche il valore dell’arte, della musica e del teatro come riti di catarsi e riflessione collettiva. In un periodo storico segnato da divisioni e conflitti, il Festival ha proposto un percorso che andava oltre la semplice messa in scena: ha invitato a riscoprire l’essenza dell’umano attraverso linguaggi universali – teatro, musica e danza – capaci di trascendere ogni barriera culturale e geografica.
La V edizione del Segesta Teatro Festival si è configurata come un mosaico multidisciplinare, un vasto cartellone impreziosito dallo spettacolo naturale del tramonto o dell’alba sulla campagna siciliana in cui questo teatro antichissimo sorge.
Sulla scena di Segesta le opere della triade tragica hanno ritrovato voce e attualità:
Euripide: con Ecuba (1-2 agosto) interpretata da Arianna Scommegna e Oreste (22-23 agosto) in una versione under 35 curata da Dario Battaglia.
Eschilo: con Le Supplici (15-16 agosto), diretto e interpretato da Moni Ovadia e Mario Incudine, e un nuovo Agamennone (29-30 agosto) con Maddalena Crippa.
Sofocle: la sua eredità è stata raccolta nella rilettura dell’Antigone di Jean Anouilh (8-10 agosto) affidata a Roberto Latini e Manuela Kustermann.
Accanto ai giganti del passato hanno trovato spazio anche spettacoli teatrali contemporanei degli attori più in vista della scena teatrale italiana, concerti di musica classica e jazz con musicisti di fama internazionale ed esibizioni di danza contemporanea portate in scena da corpi di ballo d’eccellenza. A completare il quadro, i Laboratori: quattro incontri esperienziali gratuiti, pensati come strumenti di rigenerazione interiore che miravano a creare un dialogo profondo tra l’individuo, l’arte e la natura sacra del sito archeologico.
Leggere il presente alla luce di un passato millenario per costruire un futuro di speranza: è la formula di resistenza culturale del Segesta Teatro Festival.