Sotto le volte del Chiostro di San Francesco, ogni sera d’agosto si consumava un piccolo rito laico: il pubblico si raccoglieva tra le arcate in pietra, mentre la musica pervadeva questi luoghi pensati, in origine, per il silenzio. Non è un caso che sia questo lo spazio scelto per ospitare la 42ª edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate di Tagliacozzo, che ha celebrato gli 800 anni dalla morte del frate assisano. Tagliacozzo custodisce infatti una storia francescana antichissima: accanto al monumentale Chiostro sorge una delle prime chiese al mondo dedicate a San Francesco. Al suo interno, dal 1516, riposano le spoglie del beato Tommaso da Celano, primo biografo del santo.
Se il Chiostro è rimasto il cuore pulsante della manifestazione, il festival si è mosso anche tra piazze e gli scorci del territorio con un programma che, dal 31 luglio al 29 agosto, ha messo insieme lirica, sinfonica, pop, teatro e danza. Un cartellone lungo un mese, scandito da ventiquattro appuntamenti sotto la direzione di Jacopo Sipari di Pescasseroli, che ha provato a tenere insieme tradizione e contaminazione.
Eterogeneo per vocazione, il Festival di Tagliacozzo ha proposto un viaggio sonoro senza confini. Si è partiti il 31 luglio con l’oratorio pop ‘Faccia a faccia con San Francesco’ (di Davide Rondoni con Simona Molinari), per poi addentrarsi in un cartellone speculare: da un lato la grande musica classica e il balletto (Opera di Varna, Bach, Mozart, Beethoven e Duke Ellington), dall’altro contaminazioni pop e teatrali d’eccezione, come lo spettacolo di Peppe Barra, il tributo a Whitney Houston e l’omaggio alle colonne sonore con Laura Marzadori e Danilo Rea.
La vera cifra stilistica del festival, che lo caratterizza fin da quel lontano 1985, risiede nella sua capacità di aprirsi a una platea sempre più vasta e trasversale grazie alla presenza di nomi di spicco della scena internazionale. Si è andati dai live di Tony Hadley (18 agosto), Cristiano De André (19 agosto), Ron (20 agosto) e Francesco Gabbani (22 agosto) — le cui voci parlano a pubblici così differenti — alla comicità travolgente di Enrico Brignano in Piazza Duca degli Abruzzi (17 agosto). Non è mancata, infine, una linea più narrativa, affidata allo spettacolo di Aldo Cazzullo che ha chiuso il festival il 29 agosto, commemorando colui che portò nel mondo una ventata di amore e fraternità universale.